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Bio Giardino e Permacultura


    Questo è un post dedicato a chi ama veramente la natura, si perché solo chi la ama davvero ne accetta la sua biodiversità.

    Quando progettiamo un GIARDINO BIO, facciamo una minuziosa analisi del luogo e delle sue caratteristiche ambientali, una accurata scelta  delle piante, autoctone e non) per ricreare, quanto più possibile e senza rinunciare all’estetica,  un habitat che in poco tempo sarà di richiamo per quegli esseri viventi, che come noi, ne  fanno parte.

    Ricreare il primo indispensabile pezzo di una catena che anello dopo anello si andrà ricostruendo sotto i nostri occhi,  interagendosi  l’un l’altro in  un equilibro perfetto che l’uomo,  in quanto essere superiore deve preservare.

    Ecco allora che un giorno affacciandoci dalla finestra, troveremo uccellini cacciare bruchi nel terreno, farfalle colorate posarsi tra i cespugli,  libellule  predare insetti durante i loro voli decisi, e tanti altri momenti di vita quotidiana del piccolo ma perfetto microcosmo che abbiamo ricreato nel vostro giardino.

    Siete pronti ad accettare tutto questo? ad accettare la natura in ogni sua forma bella o brutta che sia: uccellino e insetto, fiorellino e fungo. Se davvero lo siete il bio giardino è quello che fa per voi.

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    Grandi aiuole e bordure fiorite fanno da cornice all’ingresso e al camminamento, un festival di colori e profumi a cui gli insetti utili (coccinelle e sirfidi in particolare) non sapranno resistere, il tutto verrà pacciamato per il controllo delle infestanti e rifinito in ciotoli di marmo.

    aiuole fioriteaiuole fiorite

    ingresso camminamentoingresso camminamento

    vista fronte casavista fronte casa

    Una siepe che durante l’inverno si riempirà di bacche dei colori autunnali, per la gioia degli uccelli che non sapranno resistere al loro richiamo; ad intervalli regolari piccoli alberi molto decorativi per la copiosa fioritura estiva e per il fogliame che in autunno si colora di rosso fuoco.

    siepe di bacchesiepe di bacche

    Esternamente al giardino un filare di piccoli alberi sempreverdi assicureranno una buona schermatura in altezza e produrranno bacche commestibili per gli uccelli durante l’inverno. La recinzione invece viene coperta da una siepe mista per garantire la biodiversità non solo delle essenze vegetale ma anche degli insetti.

    siepe mistasiepe mista

    Pietre e acqua, sono elementi indispensabili nel giardino bio per ricreare l’habitat naturale di molti insetti curiosi ed utili alla lotta biologica, in questa ricostruzione 3d la bordura di pietre contornate di piante molto ornamentali e i laghetti funge da divisorio tra la zona a prato inglese rustico, da tenere più curato, e la zona a prato fiorito, a bassissima manutenzione.

    laghetti e bordure con pietrelaghetti e bordure con pietre

    vista da prato fioritovista da prato fiorito

    Di vitale importanza per il giusto equilibrio del giardino biologico è l’uimidità, oltre ai laghetti sono state ricreate delle zone di ombra con alte aberature di latifoglie autoctone, nella zona a prato fiorito.

    zona alberature e prato fioritozona alberature e prato fiorito

    A chiudere la catena della biodiversità, un piccolo frutteto di varietà antiche colonnari, dal portamento elegante, che regaleranno copiose fioriture e deliziosi frutti; al margine una cornice di piante tappezzanti delle varietà preferite dagli insetti impollinatori.

    frutteto e prato fioritofrutteto e prato fiorito


    INGEGNERIA NATURALISTICA

    I forti processi di urbanizzazione hanno, nel corso degli anni prodotto una radicale trasformazione dell’uso del suolo, ed un sensibile aumento dell’impatto sullo stesso che porta inevitabilmente a situazioni di squilibrio eco-ambientali spesso irreversibili.

    Partendo da questi presupposti nasce la necessità di una nuova filosofia che porti al recupero degli ambienti naturali degradati, utilizzando però metodologie ecosostenibili.

    E’ proprio in quest’ottica che si stanno rivalutando le tecniche di ingegneria naturalistica per il recupero e la protezione non solo di zone fluviali ma anche parchi e riserve naturali.

    L’Ingegneria Naturalistica è infatti una disciplina tecnico-scientifica che, attraverso metodologie proprie dell’ingegneria e sulla base di criteri meccanici, biologici ed ecologici, utilizza come materiale da costruzione piante vive o parti di esse in abbinamento con altri materiali, quali: pietrame, legno, terra,biostuouie, geotessili, ecc.

    Queste sono alcune immagini per meglio chiarire le caratteristiche di questa tecnica utilizzata principalmente per il contenimento dei fenomeni di erosione spondale dei fiumi, ed il contenimento di terreni franosi:

    ingegneria naturalistica_1

    ingegneria naturalistica

    ingegneria naturalistica_2

    ingegneria naturalistica_3ingegneria naturalistica_4

     

     

    Verde e Dintorni, appartenente all’ AIPIN (associazione italiana per l’ingegneria naturalistica), con la quale ha approfondito le sue conoscenze riguardo le nuove discipline di ingegneria naturalistica, è specializzata anche nella naturazione di corsi d’acqua, canali di scolo e fiumi, ed utilizza già da tempo queste tecniche   anche nei giardini privati, ogni qual volta si presentino esigenze di contenimento e di stabilizzazione del terreno.


    LA RIGENERAZIONE DEL SUOLO

    Da duecento anni a questa parte, con l’agricoltura convenzionale l’uomo interferisce in modo dannoso con i cicli della natura. Le lavorazioni del terreno alterano il suo equilibrio procurando ossidazione e distruggendo le popolazioni microbiche del sottosuolo. I microorganismi infatti sono gli artefici della trasformazione delle sostanze organiche in nutrienti per le piante.

    La terra viene lasciata nuda per lunghi periodi, permettendo che le piogge lavino via, soprattutto nei terreni argillosi, sostanze minerali molto importanti per le piante.

    Da ciò ne deriva, non solo una scarsa resa delle produzioni ed un indebolimento delle difese immunitarie delle piante, ma anche frutti sempre meno ricchi di sapore e nutrienti. Se la microbiologia del terreno è debole, a nulla vale apportare sostanze organiche.

    Ecco perché si ricorre sempre più spesso alla concimazione chimica e all’utilizzo di pesticidi. Questi pesanti interventi da parte dell’uomo, permettono rese abbondanti, a scapito però della genuinità dei frutti ma soprattutto della salute del suolo, dove si accumuleranno sempre di più sostanze che la natura, con la sua semplicità, non è in grado di smaltire. Queste scorie le ritroveremo prima o poi nell’acqua, nell’aria e quindi nel nostro organismo.

    PROTEGGERE E NUTRIRE LA MICROBIOLOGIA DEL TERRENO

    Nei primi 3 cm di terreno vivono popolazioni di microbi che svolgono l’importante azione di trasformazione della sostanza organica presente nella lettiera.

    microbi del suolo

    microbi del suolo

    Questi attuano una prima digestione delle foglie e dei residui vegetali presenti nella superficie del terreno, trasformandoli in una prima forma di humus, il quale non è ancora abbastanza sintetizzato perché le piante riescano ad assorbirlo.

    • Questi microbi hanno bisogno di ossigeno, è quindi importante evitare il compattamento del terreno con il frequente calpestio. Occorre quindi predisporre appositi percorsi per gli spostamenti con mezzi e attrezzature pesanti. Ovviamente è impossibile evitare il calpestio che si rende necessario per le lavorazioni di potatura e raccolta. Nello svolgere queste operazioni abbiate l’accortezza di eseguirle, quando il terreno è ben asciutto. Le gelate invernali ed i preziosi lombrichi provvederanno a ripristinare la giusta compattezza dello strato di terra superficiale.
    • Questi microbi vanno protetti dalla luce, dalla disidratazione e dalle brusche variazioni di temperatura. La natura nella sua perfezione lo fa continuamente. Quando un terreno è nudo, arrivano subito le infestanti a coprirlo. Queste, una volta concluso il loro ciclo di vita, diventano pacciamatura e piano piano vengono decomposte. Gli alberi con la loro chioma mantengono il terreno fresco. Le loro foglie quando cadono creano una spessa lettiera che diventerà cibo per i microorganismi.
    • Il terreno può essere coperto con pacciamatura di paglia, foglie, sfalci di erba. Si possono anche seminare varietà di trifogli nani, i quali non richiedono frequenti tagli ed hanno la prerogativa di assorbire azoto dall’aria e fissarlo nel terreno. Dove si piantuma e si creano pacciamature, non arriveranno fastidiose infestanti.

    Dai 3 ai 50 cm di terreno, vivono altri tipi di popolazioni microbiche. Queste, provvedono ad una ulteriore trasformazione dell’humus, in sostanze subito assimilabili delle piante. Questo humus è chiamato duraturo perché rappresenta una riserva di nutrimento e di acqua per ogni vegetale.

    rizosfera

    rizosfera

    I microorganismi entrano in simbiosi con le radici delle piante. Alcuni, come i batteri della rizosfera, trasportano i nutrienti e li convogliano all’interno delle radici. Altri come le micorrize, proteggono le radici dagli attacchi di funghi patogeni, presenti nel terreno.

    Quando le radici sono ben protette dai suoi amici simbionti, la pianta sviluppa un sano apparato radicale ed assimila in maniera corretta i nutrienti. E’ solo in questo modo che si hanno frutti saporiti e veramente ricchi di sostanze nutritive per l’uomo. Non bisogna poi dimenticare che, grazie a micorrize e batteri, le piante sviluppano tessuti più robusti e anticorpi che proteggono la vegetazione da attacchi di funghi e parassiti.

    • Questi microbi, vivono e proliferano in assenza di ossigeno e di luce. E’ quindi importante non rivoltare la terra.

    I lombrichi svolgono innumerevoli ed importantissime funzioni, convivendo perfettamente con la microflora di tutti gli strati del terreno. Non avendo un apparato masticatore, durante la notte salgono in superficie per nutrirsi della sostanza organica della lettiera che i microorganismi hanno già iniziato a decomporre.

    I loro escrementi sono il migliore humus che possa esistere. Salendo e scendendo continuamente all’interno della terra, ne mantengono il giusto decompattamento. I loro cunicoli permettono una migliore penetrazione di acqua ed umidità nel sottosuolo.lombrico

    • I lombrichi muoiono se esposti all’aria e al sole, quindi evitare di rivoltare il terreno. Per nutrirli ed attirarli intorno alle nostre piante, assicurare sempre che ci sia uno strato di materiale organico sulla superfice del terreno. Gli sfalci di erba vanno benissimo, così come frutta e verdura scartate dalla cucina.

    RIASSUMENDO

    • Il terreno non va ne compattato ne arato. Se, prima di procedere ad una piantumazione si presenta molto compatto, si può effettuare una aratura superficiale, ma che sia l’ultima. Ci sono in commercio attrezzature manuali e meccaniche per arieggiare delicatamente, senza rivoltare la terra.
    • Il terreno non va lasciato mai nudo. Quindi, pacciamare in prossimità delle piante e piantumare in ogni centimetro del terreno. Le piante, attraverso le radici, si scambiano nutrimento acqua e microorganismi simbionti. Sarebbe utile piantarle sempre in gruppo. Si possono piantare erbacee perenni e aromatiche nelle zone non coltivate e prati di trifoglio nei percorsi e sotto i frutteti.piantina
    • Le radici delle piante che muoiono o arrivano a fine ciclo di coltivazione vanno sempre lasciate nel terreno, perché apportano sostanze organiche in profondità.
    • Le piante erbacee che vengono sfalciate devono essere lasciate nel terreno a decomporre.
    • Tutto quello che è chimico, uccide la microbiologia del terreno.
    • Ricordarsi che l’humus è importantissimo non solo perché fonte di nutrimento per le piante, ma è anche riserva di acqua. Esso infatti non è né solido ne liquido e può assorbire acqua, fino al 75% del suo volume. Un terreno ricco di humus non ha bisogno di essere irrigato.

     

    SEGUENDO QUESTE INDICAZIONI, UN TERRENO RIESCE A RIGENERARSI DAI 3 AI CINQUE ANNI. Osservare, imitare ed assecondare, la natura è il segreto per velocizzare questo processo, non bisogna avere fretta.

    NEL PRIMO ANNO, E’ NORMALE UN PICCOLO CALO DI RESA DELLE PIANTE, soprattutto se si sono utilizzati molti concimi chimici. Ci sono in commercio, selezioni di microorganismi efficaci, che possono essere integrate al terreno e irrorate su piante e lettiere. Costano poco e dopo il primo acquisto possono essere riprodotti comodamente a casa.

    Siamo a vostra disposizione per darvi istruzioni a riguardo.

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